Quantcast
Channel: greenMe.it
Viewing all 14412 articles
Browse latest View live

A Londra si potrà fare il pieno di idrogeno al supermercato

$
0
0

Foto greenme

Tra i due litiganti a volte è il terzo che gode. Le auto elettriche di nuova generazione tentano con tutte le loro forze di insidiare la nicchia di mercato occupata dalle ibride plug-in, attualmente ancora il miglior punto di incontro - nell’ottica dell’automobilista - tra costo iniziale, autonomia del veicolo e taglio delle emissioni inquinanti rispetto alle elettriche “pure”, ma per ora riscuotono limitati successi.

Per di più, le autovetture a doppia alimentazione ottengono in genere ottime quotazioni dai servizi online e non per la vendita e la valutazione auto usate, in quanto il mercato dell’usato valorizza le opportunità di risparmio sul carburante offerte da questi modelli, mentre rivendere una elettrica è ancora complicato. Fra i due sistemi di propulsione sono pronte però a reclamare il proprio posto al sole le auto a idrogeno, il cui primo modello di serie, la Hyundai ix 35 Fuel Cell, ha debuttato in Corea del Sud a febbraio dell’anno scorso ed è ora disponibile in Italia a Bolzano per il noleggio.

Ma dove ci si deve recare per fare rifornimento di idrogeno? Per non rischiare far rimanere a secco la clientela, la catena di supermercati Sainsbury di Londra si è già attrezzata per essere la prima in Gran Bretagna a mettere a disposizione del pubblico stazioni di rifornimento pronte a riempire i serbatoi degli innovativi veicoli di H, simbolo atomico della sostanza.

Dalla catalizzazione dell’idrogeno nei serbatoi viene infatti prodotta l’energia elettrica necessaria a far girare il motore. I primi distributori targati Sainsbury dovrebbero essere operativi già alla fine di quest’anno. Rispetto alla ricarica di una vettura elettrica “tradizionale” con batterie a litio, i tempi di rifornimento sono brevissimi: in soli tre minuti si è già pronti per ripartire, rilasciando nell’atmosfera soltanto acqua e calore.

La società con cui Sainsbury ha instaurato la partnership necessaria alla realizzazione del progetto, Air Products, rifornisce già ora i veicoli a idrogeno che circolano nel traffico di Londra: bus, furgoni per le consegne, taxi e auto a noleggio. Se la tecnologia dovesse sfondare anche nel trasporto privato, i londinesi non dovrebbero più aver paura di respirare a pieni polmoni anche nelle congestionate strade della loro metropoli. 


Tauridi: potenti bolidi e meteore lente. Ecco come osservare le stelle cadenti

$
0
0

bolidi

Forse ci arrabbieremo con la Sfortuna, ma qualcuno di noi potrebbe riuscire comunque ad ammirarle nonostante le nuvole e il chiarore della Luna. Sono le Tauridi, le stelle cadenti più attese di novembre che proprio in questi giorni avranno il loro picco.

Chiamate “palle di fuoco di Halloween” oltreoceano, queste meteore appaiono già a metà ottobre e sono visibili fino metà novembre. Non sono molto numerose, non è questo a renderle speciali. Ma sono lente e di grandi dimensioni. Non uno schizzo di luce improvviso, ma una lunga scia che rimane visibile per qualche secondo, o addirittura dei potenti bolidi.

Il flusso di detriti delle Tauridi contiene frammenti notevolmente maggiori di quelle riversati da altre comete, è questo il motivo per cui alcuni anni questo flusso meteorico piuttosto anziano offre meteore insolitamente luminose.

Così potrebbero apparire ai nostri occhi da oggi fino a giorno 12. Queste settimana sarà dunque la migliore per osservarle. Ogni sera, fino a quando la luna arriva sopra l'orizzonte, sarà possibile vedere fino a 15 meteore l'ora. Si tratta spesso di sfere di colore giallo-arancio. Il loro nome deriva dal punto da cui sembrano irradiarsi, chiamato proprio radiante che, in questo caso coincide con la costellazione del Toro.

Come fare per osservarle? Occorre cercare proprio la costellazione, che si trova in direzione est dalle prime ore della sera. Questo sarà il momento migliore, considerando anche il fatto che la luna non sarà ancora sorta.

tauridi mappa

Le Tauridi derivano dai detriti lasciati dalla cometa di Encke. Essa è ritenuta la fonte di due sciami meteorici, le Tauridi di novembre, divise in due sub radianti, le Tauridi Nord e le Tauridi Sud, e le Beta Tauridi visibili dalla fine di giugno all'inizio di luglio.

Francesca Mancuso

LEGGI anche:

Stelle cadenti: stasera le Orionidi, lo sciame di meteore più bello d'autunno. Come osservarlo

Il fumo ingrassa, peggio se passivo

$
0
0

fumo-ingrassare

Si è soliti pensare che una volta smesso di fumare ci sia la tendenza ad ingrassare, oggi però una ricerca gira la prospettiva sostenendo al contrario che è il fumo a far ingrassare, in particolar modo se si è esposti a quello passivo.

La ricerca, condotta da un team della Brigham young university di Salt Lake City e pubblicata sull'American journal of physiology, endocrinology and metabolism, sostiene che il fumo sconvolga il metabolismo facendo aumentare la resistenza all’insulina e dunque contribuendo all’aumento di peso.

Per arrivare a questo risultato gli esperti si sono serviti di un modello animale. Nei topi sottoposti al fumo passivo si è a breve notato un aumento di peso, questo sarebbe dovuto al fatto che il tabacco si è dimostrato in grado di agire negativamente sulle ceramidi (molecole lipidiche) che a loro volta interferiscono con i mitocondri delle cellule inibendo la loro capacità di interazione con l’insulina. Come ha dichiarato Benjamin Bikman, autore principale dello studio “una volta che questa continua ad aumentare, si ingrassa".

Bisognerebbe dunque, a detta degli esperti, trovare sostanze che bloccano questo processo e che possano essere utilizzate anche sugli uomini in modo da proteggerli di fronte agli effetti dannosi del fumo passivo. Come ha sottolineato Bikman: "Chi vive con un fumatore, soprattutto se bambino, ha un maggiore rischio di problemi cardiovascolari e metabolici".

Se proprio non riuscite a smettere di fumare, dunque, il consiglio è sempre quello di evitare di farlo in casa o nei luoghi chiusi dove altre persone potrebbero entrare in contatto con il vostro fumo passivo.

Francesca Biagioli

Leggi anche:

- Fumo passivo: gli italiani ignorano che provoca il cancro

- Sigarette: il "fumo di terza mano" in casa e in ufficio è dannoso quanto quello passivo

Perle Alpine: benvenute Malles e Les Diablerets

$
0
0

malles

La stagione invernale è alle porte e altre due stazioni alpine all'avanguardia in fatto di mobilità dolce entrano a far parte della rete Alpine Pearls che promuove forme di trasporto alternative alle automobili in montagna. 

Si tratta di Malles in Alto Adige e di Les Diablerets nel Cantone del Vaud, Svizzera, anch'esse annoverate tra le mete ideali per le vacanze in montagna nel rispetto dell'ambiente, della sostenibilità e della tutela del clima, dove arrivare e muoversi senza auto e senza stress.

Fondata nel gennaio 2006, l'associazione internazionale Alpine Pearls (che interessa 6 Paesi diversi) è il risultato di due progetti dell'Unione Europa, Alps Mobility I e II - Alpine Pearls, che perseguono l'obiettivo di offrire soluzioni per un turismo sostenibile e di rendere raggiungibili, grazie ad una mobilità dolce, alcune delle più belle zone dell'arco alpino. Un'iniziativa finanziata dalla Unione europea anche per fronteggiare il problema dei cambiamenti climatici, i cui effetti sulle Alpi sono più immediati.

Leggi anche: Salviamo i fiumi alpini: l'allarme del WWF 

Malles

Capoluogo dell'Alta Val Venosta (Alto Adige), si trova a 1051 metri di quota ed è un centro ricco di storia, tradizioni e cultura. Qui si possono praticare infinite attività sportive all'aria aperta. Si raggiunge in treno grazie alla ferrovia della Val Venosta che la collega con Merano e Bolzano, è dotata di un efficiente servizio di bus e navette che collegano il centro storico con le principali mete turistiche, sciistiche ed escursionistiche ed è stato il primo comune altoatesino ad attivare il servizio di car sharing che da questo mese di novembre si arricchisce di mezzi elettrici. Grazie alla centrale idroelettrica di proprietà del Comune e alla centrale a biomassa di Sluderno, Malles produce il 100% dell'energia consumata, compresi gli impianti sciistici di Watles che vengono alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili. 

Tutti gli ospiti che trascorrono almeno una notte a Malles ricevono la Mobil Card con cui spostarsi gratuitamente con i mezzi pubblici in tutta la provincia di Bolzano.

Le proposte per l'inverno 2014/2015 - Per la festa di San Nicolò, il 5 e il 6 dicembre a Malles e in tutta la Val Venosta vengono organizzate particolari processioni in onore del santo. Il 22 febbraio si svolge invece lo "Scheibenschlagen": nella prima domenica di Quaresima, per tradizione solo giovani uomini lanciano dei dischi di legno rotondi o quadrangolari in un falò all'aperto. Quanto più lontano i dischi volano nell'oscurità, più fortuna porteranno.
Tra febbraio e marzo, infine, si terranno i Campionati Mondiali di Ski Bob.

Le Diablerets

Qui, nella Svizzera francese, a pochi kilometri dal lago di Ginevra, nel Comune di Ormont-Dessus, sorge il centro di Les Diablerets, raggiungibile anch'esso in treno grazie alla ferrovia alpina.
La stazione è una di quelle storiche della Svizzera soprattutto grazie allo sci: il primo skilift è stato costruito addirittura nel 1942, mentre il collegamento con il ghiacciaio è stato inaugurato nel 1956.

Le-Diablerets

Le proposte per l'inverno 2014/2015 - I bambini fino a 9 anni soggiornano e sciano gratis per tutta la stagione invernale. Il 20 e 21 novembre si terranno le Snowboard Series, spettacolari competizioni di snowboard acrobatico con tanto di salti, half pipe e snow board cross. Il 28 e 29 marzo, infine, una due giorni dedicata a tutti gli appassionati di freeride, lo sci libero e fuoripista che rappresenta una vera e propria filosofia di vita, più che uno stile di discesa.

Germana Carillo

LEGGI anche:

Perle Alpine: in montagna senza stress 

Alpine Pearls: mobilità sostenibile sulle Alpi in 10 mosse 

Alpi: lasciare a casa l'auto come opportunita' di rilancio turistico 

Virus: come si diffondono in aereo grazie ad uno starnuto (VIDEO)

$
0
0

starnuto aereo

Quanto è liberatorio uno starnuto, ma anche quanti virus e batteri si possono diffondere a causa sua! Ecco perché è sempre bene coprirsi con una mano in modo da evitare che i microrganismi che fuoriescono insieme ad aria e muco si trasmettano alle persone vicine. In aereo sembra però che la diffusione sia più semplice e di conseguenza anche influenze e altre malattie si attacchino più facilmente.

Con uno starnuto possono essere liberate nell’aria ben 16mila particelle di virus, ecco perché in tutti i luoghi chiusi (tra cui uffici, scuole, luoghi di lavoro e cinema) il rischio di ammalarsi stando a contatto con persone che già lo sono è più alto.

Per vedere come si muovono i virus in seguito ad uno starnuto gli ingegneri della Ansys, società di sviluppo software della Pennsylvania, hanno realizzato una simulazione al computer che, grazie a dei calcoli matematici, riproduce i movimenti che fanno i virus all’interno della cabina di un aereo una volta usciti dal corpo di colui che li ha emessi con lo starnuto.

Dal video notiamo come i numerosi virus fuoriusciti si muovono prima in direzione dei vicini poi dietro, poi ai lati e poi una volta scesi a terra risalgano e si diffondano anche altrove a causa dei sistemi di aereazione del veicolo. Grazie a questa simulazione, per ridurre la possibilità di contagi negli aerei (che in futuro potrebbero essere anche un po’ più pericolosi di una comune influenza), verranno sviluppati nuovi sistemi di ventilazione?

Nell'attesa, possiamo sempre lavorare sul nostro sistema immunitario per rafforzarlo, qui potete leggere alcuni consigli e rimedi per proteggere il nostro corpo da virus e batteri.

{youtube}ZlH60lm3mz0{/youtube}

Francesca Biagioli

Leggi anche:

- Consigli e rimedi per proteggere il nostro corpo da virus e batteri

- Le 10 migliori tisane per raffreddore e influenza

- Curcuma: rinforza il sistema immunitario e protegge dalle infezioni

A 7 anni scrive un libro e raccoglie i fondi per la malattia del suo migliore amico

$
0
0

libroJonah

Un amico da un milione di dollari, è proprio il caso di dirlo. Non solo perché un amico ha un valore inestimabile, ma anche e soprattutto perché un amico può tirarti fuori dai guai, anche da una malattia, nel vero senso della parola. Come? Anche scrivendo un libro

Questa è la storia di Jonah Pournazarian e di Dylan Siegel. Dylan scrive un libro – "A Chocolate bar"  – per racimolare fondi per Jonah, affetto da glicogenosi tipo 1B: cioè il fegato non funziona a dovere e assorbe gli zuccheri non rilasciandoli, con la conseguenza di un rischio costante di ipoglicemia (e nel peggiore dei casi di coma). E raccoglie un milione di dollari

La a cosa strabiliante e commovente è che Jonah ha 8 anni e Dylan 7.

La malattia costringe il piccolo Johan a un'alimentazione continua: 12 pasti notte e giorno, per impedire che il livello di glucosio nel sangue scenda troppo mettendo a repentaglio la sua vita. Dodici pasti in forma liquida, con un tubo nello stomaco. Uno strazio e una spesa economica non indifferente.

libroJonah2

E allora il piccolo Dylan decide di aiutare il suo amico e dapprima organizza un "banchetto della limonata" davanti casa per raccogliere un po' di soldi per Jonah. Ci riesce, ma un centinaio di dollari sono ancora pochi: salvare l'amico costa molto di più. E allora ecco l'idea brillante: scrivere un libro!

Inizialmente i genitori stampano 200 copie del libricino, ma il successo va oltre ogni aspettativa e il libro prende la volata.

Viene ristampato infinite volte e venduto in tutte le scuole dei 50 Stati d'America e in altri 42 Paesi del mondo. Dylan guadagna così un milione di dollari, tutti devoluti allo "Shands Children Hospital" dell'Università della Florida, per aiutare Johan e altri bambini che come lui possono finalmente sperare in cura.

"Se sognate di fare qualcosa di giusto, fatelo. E' possibile, ed è bello, come una tavoletta di cioccolata", Dylan Siegel.

Germana Carillo

Cambiamenti climatici: i monaci tibetani costruiscono ghiacciai artificiali per portare acqua ai villaggi

$
0
0

ice stupa cover

Come affrontare i cambiamenti climatici in Tibet? I monaci tibetani hanno deciso di realizzare ghiacciai artificiali per portare acqua agli abitanti dei villaggi. Il progetto riguarda la regione del Ladakh, sull'altopiano tibetano. Gli agricoltori di questa zona si trovano ad affrontare una grave crisi idrica a causa del rapido scioglimento dei ghiacciai naturali.

I monaci dunque hanno deciso di provare a risolvere la situazione con le proprie mani costruendo dei ghiacciai artificiali a forma di cono, che vengono chiamati Ice Stupa. I ghiacciai naturali del Laddakh sono in diminuizione a causa del riscaldamento globale. Nei mesi estivi hanno iniziato a sciogliersi troppo e a rilasciare molta acqua, cosa che non avviene nei mesi invernali.

Questa situazione è molto allarmante per gli agricoltori locali e per gli abitanti dei villaggi che fanno affidamento da secoli sulla fornitura d'acqua potabile e per l'irrigazione da parte dei ghiacciai. Nel gennaio di quest'anno gli studenti della scuola SECMOL hanno cominciato a lavorare ad una soluzione al problema della mancanza d'acqua e hanno pensato a come creare dei ghiacciai artificiali.

Questi ghiacciai vengono chiamati Stupa per via della loro somiglianza con gli omonimi monumenti buddisti. Gli studenti hanno progettato una struttura a forma di cono in grado di immagazzinare migliaia di litri d'acqua da congelare per formare un ghiacciaio artificiale. Il primo prototipo ha avuto successo e ha ricevuto la benedizione del monaco tibetano Drikung Kyabgon Chetsang Rinpochey.

Per raccogliere fondi per l'installazione di un ghiacciaio artificiale nella zona del monastero di Phyang, i monaci tibetani e gli abitanti del villaggio hanno dato il via ad una campagna in crowdfunding su Indiegogo. L'obiettivo è di utilizzare gli Stupa di ghiaccio per creare acqua a sufficienza per un area ormai desertica di 1500 acri.

ice stupa 1

ice stupa 3

ice stupa 4

Supporta qui il progetto su Indiegogo.

Marta Albè

Fonte foto: indiegogo.com

Leggi anche:

Salviamo le api: in UK nuovi habitat naturali e corridoi ecologici lungo le ferrovie

$
0
0

salviamo le api uk

La Gran Bretagna ha affrontato una grave moria delle api negli ultimi anni e il Governo ha addirittura tentato di ostacolare la messa al bando dei neonicotinoidi in Europa. Ma ora il Regno Unito ha deciso di adottare una nuova strategia per proteggere gli insetti impollinatori e per salvare le api.

Alcune delle più estese compagnia di trasporti, come Network Rail e Highways Agency, si sono messe a disposizione per migliorare o creare degli habitat naturali adatti alle api lungo le banchine ferroviarie e le strade più adatte. L'idea è di dare vita a dei veri e propri corridoi ecologici per le api e gli insetti impollinatori in modo che possano muoversi senza problemi da una parte all'altra del Paese.

Il Governo si è anche assicurato l'impegno di alcune organizzazioni che lavoreranno insieme per migliorare il tasso di sopravvivenza delle api. Tra le società che hanno promesso di mettersi a disposizione per migliorare le condizioni di vita delle api troviamo la Royal Horticulture Society, The Soil Association e la National Farmers' Union.

Gli agricoltori si impegneranno come volontari per fornire cibo, riparo e luoghi di nidificazione agli insetti utili. Dovranno minimizzare l'impiego di pesticidi e il rischio di esposizione ad essi da parte delle api. Le realtà coinvolte contribuiranno a promuovere un'agricoltura rispettosa dell'ambiente e amica delle api.

La strategia per salvare le api comprenderà anche un approfondimento delle ricerche per rispondere in modo innocuo per gli impollinatori ai parassiti e alle nuove malattie che possono minacciare le piante e le coltivazioni. Nel complesso si tratta di un buon passo avanti, anche se non mancano critiche e preoccupazioni.

Il timore è che si pensi troppo a creare nuovi habitat per le api senza agire davvero per ridurre l'uso di pesticidi nocivi per la loro sopravvivenza. La speranza è che il Regno Unito prenda una posizione più incisiva contro i neonicotinoidi e per promuovere almeno la lotta integrata per la riduzione dell'impiego di pesticidi.

Marta Albè

Leggi anche:

Flight Path: all'aeroporto di Seattle un progetto per salvare le api
Vedovina maggiore: un fiore per salvare le api
Beehive Hotrel: un alveare di cartone per salvare le api


Secret Gardens: i giardini segreti creati dai rifugiati siriani in Giordania (FOTO)

$
0
0

secret gardens cover

Dalle macerie della guerra nascono i fiori. Sentiamo spesso raccontare storie di dolore e tragedia sui campi per i rifugiati siriani. Ma in Giordania, presso il campo profughi di Za'atari, sta nascendo un'oasi di pace in cui si coltivano nuovi germogli di speranza.

L'organizzazione non-profit Save The Children sta insegnando ad alcuni degli 80 mila rifugiati del campo le basi del giardinaggio. Il gruppo sta dando lezioni di orticoltura ai rifugiati siriani che hanno lasciato le loro case durante la guerra civile e si sono diretti in Giordania.

"Il giardinaggio ha permesso loro di fare qualcosa con le proprie mani e ha donato loro un senso di realizzazione. Abbiamo visto un cambiamento incredibile in loro" – ha spiegato Mohanned Abu Farah, insegnante di giardinaggio di Save The Children.

Dare alle persone gli strumenti necessari per essere autosufficienti è sempre un bene, non soltanto per i rifugiati politici. Un giorno, in un futuro non troppo lontano, le nozioni di autosufficienza potrebbero essere utili a tutti.

Agricoltura urbana, coltivazione idroponica e permacultura sono argomenti che ogni bambino dovrebbe imparare a scuola per poterle applicare anche da adulto, non soltanto per la lotta alla sopravvivenza, ma anche per essere in grado di comprendere da dove proviene davvero il cibo salutare.

secret gardens 1

secret gardens 2

secret gardens 3

secret gardens 4

secret gardens 5

secret gardens 6

La speranza è che tra qualche mese, con l'arrivo della primavera e dell'estate, che potrebbero portare con sé scarsità d'acqua, ci sia la possibilità di irrigare comunque orti e giardini, magari grazie ad un sistema per riutilizzare le acque grigie per l'irrigazione. Speriamo che Save The Children abbia pensato anche a questo.

Marta Albè

Fonte foto: savethechildren.org

Leggi anche:

Organico: Milano regina mondiale della raccolta. Superata anche San Francisco

$
0
0

umidomilano

Raccolta differenziata, nell'organico Milano è la prima al mondo, strappando il primato a San Francisco. Nella classifica tra le metropoli stilata dal CIC (Consorzio italiano compostatori), il capoluogo lombardo ha ottenuto i migliori risultati.

Grazie anche al completamento dell'estensione della differenziata a tutte le abitazioni del territorio cittadino, Milano da giugno 2013 vanta oltre 1,3 milioni di abitanti che separano regolarmente la frazione organica, regalando alla città il primato mondiale di metropoli con il maggior numero di persone servite dalla raccolta dell'umido, superando anche San Francisco con i suoi 830 mila abitanti coinvolti nella separazione della frazione organica dal resto dei rifiuti.

Un risultato inaspettato anche se nelle varie zone di Milano il sistema di raccolta è andato a regime in 3-4 settimane attestandosi tra i 90-92 kg di rifiuto raccolto per abitante all'anno. Che, ogni anno, sono pari a 120.000 tonnellate avviate a recupero.

Milano è anche la realtà ad elevata urbanizzazione in Europa ad avere questo tipo di raccolta risulta più estesa. Quest'ultima è stata introdotta nel 2012 da AMSA in quattro fasi, con la distribuzione di contenitori per ciascun condominio e di kit formato da un secchiello areato ventilato munito di un set di sacchetti in bioplastica compostabile fornita a tutte le abitazioni.

milanorganico

Come funziona la raccolta dell'umido a Milano? Avviene due volte a settimana presso le utenze domestiche e giornalmente per le grandi utenze (non domestiche) e per le scuole. Secondo la ricerca, inoltre, il sistema di raccolta riesce a intercettare quasi l'88% dello scarto organico prodotto.

Milano è la capitale della raccolta dell’organico, la più grande metropoli al mondo ad aver esteso questa buona pratica a tutti i cittadini, con un effetto traino per l’intera Lombardia: è la conferma che la nostra città è sempre più sostenibile, attenta all’ambiente e alla qualità della vita delle personeè stato il commento dell'assessore all'Ambiente Pierfrancesco Maran. “La risposta è stata positiva e tutti hanno capito l’importanza di cambiare le loro abitudini per migliorare la città”.

Per leggere il documento completo, clicca qui

Francesca Mancuso

LEGGI anche:

Rifiuti organici: a Milano finalmente la raccolta dell'umido

Comuni ricicloni 2014: salgono a 1328 i campioni della raccolta differenziata

Bacche di Schisandra: proprieta’, benefici e dove trovarle

$
0
0

bacche di schisandra disidratate

Negli ultimi tempi potreste aver visto le bacche di Schisandra in erboristeria, insieme ad altre varietà di frutti essiccati e cibi salutari. Di cosa si tratta? Le bacche di Schisandra, insieme alle bacche di Goji, sono considerate un alimento super nutriente, un vero e proprio superfood.

Le bacche di schisandra sono i frutti di una pianta chiamata Schisandra chinensis, nativa della Russia orientale e della Cina settentrionale. Il suo nome originale è Wu Wei Zi, che significa la bacca dei 5 aromi. Le bacche di Schisandra sono nello stesso tempo dolci, acide, salate, amare e pungenti, una caratteristica ritenuta importante dalla Medicina Tradizionale Cinese.

Proprietà e benefici

Le bacche di Schisandra hanno effetto antiossidante e vengono consigliate per rinvigorire l'energia fisica e mentale. Migliorano i riflessi e aiutano ad acuire la capacità di concentrazione e dunque di rendimento nelle attività quotidiane.

Aumentano le performance mentali e sono considerate utili per chi studia o lavora. Aiutano a rigenerare il fegato e lo supportano nella sua attività. Permettono all'organismo di resistere meglio allo stress e ai sovraccarichi emotivi. Aiutano a prevenire l'affaticamento mentale. Migliorano la coordinazione e la capacità di lavoro.

Sono considerate un cibo super nutriente ed energetico. Sono considerate un tonico naturale per il corpo e per la mente per via del loro effetto corroborante. Risvegliano l'energia vitale e pare possano avere effetti benefici anche nella sfera sessuale. In Cina verrebbero usate da sempre come elisir afrodisiaco.

Le bacche di Schisandra che troverete in commercio sono frutti disidratati, interi o in polvere. Non sono trattati e sono privi di additivi. In Cina vengono utilizzate tradizionalmente in caso di raffreddore, epatite, diabete, asma, depressione, problemi alle vie urinarie, eczema, difficoltà a prendere sonno. Sembrerebbero dunque una vera e propria panacea di tutti i mali. Dato che si tratta di un alimento naturale, assaggiarle per curiosità o per testarne gli eventuali benefici non nuocerà alla salute.

Come usare le bacche di Schisandra

Le bacche di Schisandra sono gradevoli da gustare in infuso caldo o freddo, dolcificando a piacere. Le potrete aggiungere ad alcune preparazioni come il muesli fatto in casa o le barrette energetiche homemade, la crema di Budwig, i budini e i gelati.

In Corea le bacche di Schisandra fanno parte della preparazione di un tè tradizionale che viene chiamato "Omija cha". Grazie alle bacche di Schisandra questo tè coreano vanta tutti e cinque i sapori indicati dalla Medicina Tradizionale Cinese: dolce, aspro, salato, amaro e pungente.

Per preparare una tisana con le bacche di Schisandra potrete versarne un cucchiaino – intere o in polvere – in una tazza d'acqua bollente, lasciare riposare dieci minuti e filtrare. Per quanto riguarda l'uso delle bacche di Schisandra nell'alimentazione, di solito si consiglia di consumarne 2 cucchiaini al giorno.

bacche di schisandra

Il sapore delle bacche di Schisandra è particolare, piuttosto amaro, e potrebbe risultare non molto gradevole. Per questo il consiglio è di dolcificare in modo naturale le bevande o i cibi in cui le userete come ingrediente. Per maggiori informazioni sull'impiego delle bacche di Schisandra il consiglio è di fare riferimento al vostro erborista di fiducia.

Controindicazioni delle bacche di Schisandra

Per le bacche di Schisandra non si può parlare di controindicazioni vere e proprie, ma di indicazioni di cautela. Infatti gli effetti indesiderati delle bacche di Schisandra sono molto rari. In ogni caso si consiglia cautela soprattutto in gravidanza, durante l'allattamento e in caso di malattie epatiche particolari. Potrete approfondire l'argomento con il vostro erborista o medico di fiducia. Tra gli effetti indesiderati rari delle bacche di Schisandra vi sono eventuale bruciore di stomaco e acidità gastrica. Qui maggiori informazioni.

Dove trovare le bacche di Schisandra

Potete trovare le bacche di Schisandra in erboristeria o nei negozi di prodotti biologici o comunque specializzati nella vendita di alimenti naturali e di prodotti dietetici. Potete acquistare le bacche di Schisandra anche su internet, negli shop-online legati al mondo dell'erboristeria e della salute. Troverete sia bacche di Schisandra essiccate intere, sia bacche di Schisandra in polvere. Il consiglio è di scegliere bacche di Schisandra biologiche.

Marta Albè

 Leggi anche:

 

Olio di ricino: proprieta', benefici e utilizzi

$
0
0

olio di ricino

L'olio di ricino è un olio vegetale che viene ottenuto dai semi della pianta del ricino (Ricinus communis). Viene utilizzato nella cosmesi naturale per le sue proprietà nutritive utili per pelle e capelli e nella produzione industriale, soprattutto come ingrediente lubrificante. E' noto in particolare per la sua capacità di rinforzare le ciglia, le unghie e la chioma.

Proprietà e benefici

L'olio di ricino ha la caratteristica di venire assorbito facilmente dalla pelle e dai capelli. Aiuta ad apportare nutrimento e idratazione. Serve a prevenire le doppie punte. Ha interessanti proprietà ammorbidenti che ne rendono consigliabile l'impiego in caso di capelli secchi, sfibrati e spezzati.

Si presenta con una consistenza piuttosto densa e con un colore giallo paglierino. Non ha un odore gradevole e tantomeno lo è il suo sapore. E' considerato utile in caso di problemi a livello della pelle, che possono comprendere prurito, acne e dermatite. Inoltre ha un potere antimicotico, che potrebbe essere utile in caso di infezioni da funghi. Per le sue proprietà rinforzanti l'olio di ricino viene utilizzato per prevenire la caduta dei capelli.

Ha la caratteristica di riuscire a riequilibrare la giusta oleosità dei capelli, per evitare che si spezzino e che si secchino troppo. L'olio di ricino ha forti proprietà lassative (ormai l'uso in caso di costipazione è sconsigliato) ed è emetico, cioè induce il vomito. L'olio di ricino protegge ciglia e capelli e aiuta a renderli più robusti.

Utilizzi dell'olio di ricino

L'olio di ricino per la cura della persona viene utilizzato sotto forma di impacchi per rafforzare le unghie, in alternativa o in combinazione con l'olio extravergine d'oliva. Viene impiegato anche in impacchi per capelli, soprattutto in presenza di doppie punte. Per molto tempo è stato impiegato per prevenire la formazione di occhiaie scure, quasi come se si trattasse di un siero per il contorno occhi.

Potete distribuire l'olio di ricino sui capelli per un impacco pre-shampoo, utile soprattutto in caso di capelli molto secchi o in vista di una vacanza al mare. Per massaggiare le unghie potete miscelare l'olio di ricino con olio extravergine d'oliva, oppure olio di mandorle dolci, aggiungendo anche qualche goccia di succo di limone.

Di solito si consiglia di miscelare l'olio di ricino con un po' di olio extravergine o di olio di mandorle dolci per riequilibrarne il pH. L'olio di ricino viene sovente impiegato anche per rinforzare le ciglia e le sopracciglia.

In questo caso può essere utile applicare l'olio di ricino con un pennellino per mascara ben pulito. Al di fuori dell'ambito della salute e della cura del corpo, l'olio di ricino viene utilizzato nella fabbricazione di lubrificanti e fluidi per le automobili.

Controindicazioni

E' noto l'impiego dell'olio di ricino come potente purga naturale nei decenni passati. L'abuso di olio di ricino in tal senso può causare effetti collaterali, tanto che storicamente sarebbe stato impiegato come strumento di "persuasione" dei prigionieri politici durante il Fascismo. Data la sua azione troppo drastica, l'olio di ricino al giorno d'oggi non viene più usato come lassativo.

Lo si può sostituire con il più delicato olio di mandorle dolci adatto per uso alimentare per facilitare il lavoro dell'intestino. In caso di stitichezza è sempre comunque bene rivolgersi al medico o all'erborista, per individuare le cause del problema ei rimedi migliori per risolverlo.

Marta Albè

Leggi anche:

Consigli per unghie forti e belle
15 oli vegetali preziosi per la salute e la bellezza
Olio di colza: un olio vegetale molto dibattuto, è salutare o dannoso?

Ecomondo 2014: Green economy contro la crisi. Conclusi ieri gli Stati Generali

$
0
0

ecomondo 2014

La via maestra per uscire dalla crisi. Così EdoRonchi ieri ha chiuso gli Stati Generali della green economy, inseriti all'interno di Ecomondo, a Rimini. Alzare la testa, senza fermarsi a subire le emergenze, ma imitare i paesi che fanno meglio di noi, suggerisce il Presidente.

L'iniziativa ha avuto molta risonanza, con 2000 partecipanti oltre 100 relatori tra rappresentanti istituzionali, imprese e organizzazioni di imprese, mondo della ricerca e associazioni. A partecipare anche il Ministro dell'ambiente Galletti e quello del lavoro Poletti,

Le novità dell'edizione di quest'anno sono state le 7 sessioni tematiche di approfondimento e consultazione, durante le quali sono emerse alcune proposte da suggerire al governo. Durante gli incontri si è parlato anche di clima ed energia, di acqua e della gestione dei rifiuti. Tutti temi caldi in questo momento. Clima ed energia infatti arriva due settimane dopo la nuova versione del Pacchetto clima energia decisa dal Consiglio europeo.

Secondo un'indagine della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che ha coinvolto 437 imprenditori di tutti i settori più rappresentativi della green economy, è emerso che oltre il 90% delle imprese della green economy è convinto che la produzione in chiave sostenibile possa aiutare l'Italia a uscire dalla crisi.

IMG 3353

Dovremmo smettere di dire che l’economia green è ‘un’altra economia’, e iniziare a pensare che questa, oggi, è semplicemente l’economia” ha sottolineato il Ministro del lavoro Poletti, intervenuto ieri agli Stati Generali della Green Economy.

Più lavoro per i giovani. Tra le varie proposte avanzate durante la due giorni, una ha riguardato la nascita di un Piano Nazionale per l'occupazione giovanile. Attraverso un programma di rafforzamento dell'efficienza energetica potrebbero nascere 460.000 nuovi posti di lavoro, 30.000 da una gestione più efficiente della raccolta differenziata, 190.000 sono stati creati solo nel 2013 per la realizzazione e la gestione di impianti di fonti rinnovabili.

Francesca Mancuso

LEGGI anche:

Ecomondo e Key Energy 2014: a Rimini si alza il sipario sulla green economy

Ecomondo e Key Energy 2014: 10 novità e appuntamenti da non perdere

Dalle barbabietole l’emoglobina vegetale: si potrà realizzare sangue artificiale

$
0
0

barbabietola-sangue-artific

Le barbabietole si sa fanno buon sangue e sono spesso consigliate sia crude che sotto forma di succo per contrastare leggere forme di anemia. Ora però una nuova ricerca svedese sostiene che da questo ortaggio sarà possibile in futuro ricavare del sangue artificiale.

Gli scienziati dell’università di Lund hanno infatti scoperto all’interno delle barbabietole una proteina molto simile all’emoglobina. Quest'ultima, presente nei globuli rossi, ha la funzione di trasportare l’ossigeno a tutti i tessuti e organi del nostro corpo.

Una scoperta importante, perché da qui è nata l’idea di estrarre questa proteina per arrivare a realizzare un sangue di laboratorio, dunque artificiale, che possa supplire alle carenze di sangue che spesso si riscontrano negli ospedali. "C'è un enorme carenza di sangue. Dobbiamo trovare delle alternative” ha dichiarato Leif Bulow, coordinatore dello studio, queste potrebbero essere essenziali a salvare la vita a tante persone in tutto il mondo che necessitano di trasfusioni.

Il processo di estrazione di emoglobina vegetale dalla barbabietola da zucchero non è molto più complicato dell’estrazione dello zucchero, secondo i ricercatori. La sfida consiste però nell'ottenere volumi sufficienti.

Gli scienziati ritengono che tutto ciò potrebbe diventare realtà nel giro di 3 anni, bisogna però trovare il sistema per fare in modo che l’emoglobina vegetale estratta dalle barbabietole possa diventare compatibile con il sangue umano e per fare ciò sono ovviamente necessari alcuni test.

La notizia di questa scoperta è stata data dalla BBC tenendo anche conto di uno studio precedente condotto dagli stessi scienziati e pubblicato su Plant & Cell Physiology.

{youtube}F_LaDdRmWGY{/youtube}

Francesca Biagioli

Leggi anche:

- Barbabietola: proprieta' benefiche e come utilizzarla

- Barbabietola rossa: un concentrato di benessere naturale

Gli schermi 3D sono pericolosi per la vista dei bambini

$
0
0

Schermi 3d

Schermi 3D pericolosi per la vista dei bambini. È l'allarme lanciato dall'Agenzia nazionale della sicurezza sanitaria francese. Dopo la segnalazione riguardante i più semplici occhialini 3D, ora anche gli schermi tridimensionali sono messi sotto accusa.

 

 

La loro colpa? Vanno ad intaccare un sistema visivo "in via di sviluppo e ancora fragile", costringendolo a funzionare in modo non naturale. In pratica, gli schermi 3D possono provocare danni alla vista nei bambini ed per questo che l'Agenzia francese ne sconsiglia l'uso ai minori di 6 anni e raccomanda un utilizzo moderato per gli under 13.

Un rischio, questo, decisamente più importante nel bambino che nell'adulto, perché quello dei più piccoli è un sistema visivo non del tutto formato e per questo motivo più delicato.

"Lo sviluppo di queste tecnologie solleva interrogativi sul loro eventuale impatto sulla salute, in particolare per i bambini e per gli adolescenti – si legge nella nota dell'Agenzia. Durante la visione di immagini in 3D la fatica visiva compare più in fretta e in maniera più intensa che con le immagini monoscopiche".

Tra gli effetti della "fatica visiva" i bambini possono soffrire di un affaticamento generale, di dolori perioculari, di una sensazione di secchezza degli occhi, di più generici problemi alla vista, di mal di testa o addirittura alla schiena, di dolori al collo e alle spalle, di riduzione delle performance delle attività psichiche e di perdita della concentrazione.

Un quadro non del tutto confortevole, se consideriamo che poi non necessariamente i nostri pupi debbono incollarsi davanti a una TV. Spingete vostro figlio a bilanciare i propri passatempi in maniera diversa, a saper dedicare tempi diversi a più attività, organizzate insieme qualche gioco in casa o all'aperto, invitate i suoi amici, cucinate insieme! Con ciò non vuol dire che non debba trascorrere del tempo ad oziare davanti alla televisione per un po', ma il no categorico deve comunque arrivare su ciò che realmente gli fa male.

Germana Carillo

LEGGI anche:

7 modi per tenere i propri figli lontani dai videogiochi

Bambini: 10 consigli per uno stile di vita piu' salutare 


SolaRoad: in Olanda la prima pista ciclabile solare del mondo

$
0
0

solaroad

Dove poteva nascere, se non in Olanda, la prima pista ciclabile solare del mondo? L'Olanda ha una reputazione internazionale come nazione bike-friendly. Ora un progetto innovativo, chiamato SolaRoad, prevede di rendere ancora più efficiente l'uso delle infrastrutture verdi.

L'idea è di lastricare le piste ciclabili con celle solari. Il 12 novembre 2014 verrà inaugurata la prima pista ciclabile con celle solari. Un percorso di 70 metri che rappresenta un tratto della pista ciclabile di Krommenie. Si tratterà del primo esperimento simile al mondo.

Solar Road è un progetto dell'istituto di ricerca olandese TNO, avviato nel 2009. Le celle solari sono state inserito in speciali lastre di cemento da ricoprire con vetro che permetta il passaggio della luce solare. Sono stati aggiunti un rivestimento non adesivo e una leggera inclinazione per fare in modo che la pioggia aiuti a lavare via lo sporco così che la superficie rimanga pulita, garantendo la massima esposizione alla luce solare.

La superficie pianta, tra l'altro, non è l'ideale per catturare la luce solare per la produzione di energia. Quando la pista ciclabile verrà completata con il rivestimento in celle solari, per un percorso complessivo di 100 metri, si prevede che possa fornire elettricità sufficiente per alimentare gratis tre abitazioni.

Un buon risultato se si pensa a quali vantaggi per le famiglie avrebbe un estensione delle piste ciclabili solari in altri percorsi. Ciò permette di dedicare un uso pratico ad una superficie non sfruttata a sufficienza. Sono numerose le strade disponibili per una simile trasformazione, anche al di là delle piste ciclabili.

sola road olanda

Secondo TNO, l'installazione di celle solari su 140 mila chilometri di strade nei Paesi Bassi potrebbe portare ad un aumento della produzione di energia solare da destinare alla rete elettrica e alle abitazioni, oppure all'alimentazione della segnaletica stradale luminosa e dei semafori. La luce solare è una fonte energetica eccezionale, rinnovabile e gratuita. Sarebbe interessante se progetti simili venissero presi d'esempio anche altrove nel mondo.

Marta Albè

Fonte foto: solaroad.nl

Leggi anche:

Nuove piste ciclabili e zone 30. Milano un po' più a misura di ciclista?
A Torino nuove piste ciclabili dai binari delle vecchie ferrovie abbandonate
Pieno alla borraccia in bici: l'acqua si raccoglie pedalando

Stress: nel 2020 sara' una vera malattia

$
0
0

stress 2020

Gente, lo stress è davvero il male del secolo. Nel 2020 sarà la prima causa di malattia e di assenza al lavoro. Tutt* ma tutt* stressati, complici l'insicurezza e la precarietà.

 

 

È il quadretto niente male delineato dall'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), che ha messo in luce come il problema sia ancora sottovalutato, nonostante lo stress accompagni alcune persone praticamente durante tutto l'arco della giornata e soprattutto sul luogo di lavoro.

La circostanza è stata segnalata dal Direttore vicario prevenzione dell'Inail, Tommaso De Nicola, nel corso di un convegno presso la Farnesina. "Oggi - ha spiegato De Nicola - le cause principali di stress sono l'insicurezza e la precarietà, il carico di lavoro e i fattori organizzativi, in particolare la mancanza di supporto da parte di capi e collaboratori. E per il 50% dei lavoratori europei intervistati lo stress è una condizione normale".

Insomma, saper fronteggiare lo stress e riuscire a sconfiggerlo è importante per vivere bene, ma non è un lavoro da poco. Quando ci ritroviamo di fronte a problemi come la precarietà, i rapporti col datore di lavoro, il mutuo da pagare, i figli, i colleghi, i genitori che si fanno sempre più anziani, riuscire a stare sereni è davvero complicato.

"Il tema dello stress sul lavoro riguarda tutti noi – ha spiegato il Sottosegretario agli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale Benedetto Della Vedova – Pensiamo a chi è impiegato in campo internazionale, che ogni quattro o cinque cambia Paese, ufficio, casa, scuola dei figli, vive lo sradicamento degli affetti e faticosamente, e non sempre, li ricostruisce, e a chi lavora in aree di crisi e in situazioni di emergenza. E' dunque centrale mettere i lavoratori nelle migliori condizioni per il raggiungimento degli obiettivi in termini di qualità, efficienza e produttività".

Come porre rimedio? Perché non pensare a qualche incentivo, sia economico che psicologico, per i lavoratori? E non solo, pensate anche voi alla vostra persona: non portatevi il lavoro a casa, prendetevi delle pause, se potete andate anche in ufficio in bicicletta, andate in palestra e vogliatevi più bene! Dovrete campare solo una volta, fatelo al meglio e non ammalatevi di stress!

Germana Carillo

LEGGI anche:

Stress: 10 segnali di avvertimento

Come gestire lo stress e rilassarsi in 7 mosse

La ricerca di petrolio in Africa minaccia gli ultimi gorilla di montagna (Petizione)

$
0
0

gorilla di montagna africa

Salviamo i gorilla di montagna in Africa. I piani per la ricerca di petrolio dell'azienda britannica Soco International minacciano gli ultimi esemplari di gorilla di montagna africani. E' nata una grande campagna per fermare le esplorazioni per la ricerca di oro nero all'interno del Virunga National Park.

Virunga, fondato nel 1925, è il più antico parco nazionale africano e ospita alcuni degli ultimi gorilla di montagna del mondo. Sir David Attenborough, naturalista e regista, si è unito alla campagna per ricordare che la ricerca di petrolio minaccia i gorilla e il parco naturale, che è stato dichiarato Patrimonio dell'Unesco e che è il protagonista di un documentario in uscita oggi, 7 novembre 2014, su Netfix.

Il parco rappresenta l'habitat di un numero di specie di uccelli e mammiferi assente in qualsiasi altro parco nazionale africano. Sia il parco che i suoi abitanti sono minacciati dai conflitti armati, dal bracconaggio, dalla deforestazione e dall'esplorazione per la ricerca di petrolio e risorse minerarie.

Secondo Attenborough, parchi come Virunga sono stati proclamati Patrimonio Mondiale dell'Unesco perché rappresentano siti di grande valore scientifico e naturale, non solo per le nazioni in cui si trovano, ma per il mondo intero. Queste aree, dunque, sono da proteggere ora e nel futuro.

Sarebbe davvero preoccupante se il parco di Virunga venisse davvero sfruttato per l'estrazione di petrolio. Si tratterebbe di una minaccia non soltanto per l'ambiente ma anche per gli animali selvatici che popolano il parco. Se un parco di così alto valore non può essere protetto dalle trivellazioni, come si potrà difendere qualsiasi altro luogo?

Ora ci si attende di ricevere una risposta seria da Soco, società quotata al London Stock Exchange, sulle sue intenzioni per l'esplorazione del parco alla ricerca di petrolio. Le autorità giudiziarie internazionali dovrebbero essere coinvolte nella vicenda. I gorilla di montagna africani si salveranno dalle mire di ricchezza dell'umanità?

Firma qui la petizione per chiedere a Soco di lasciare il Virunga.

Marta Albè

Fonte foto: panda.org

Leggi anche:

Fibre sintetiche: gli abiti inquinano mari e oceani ogni volta che facciamo il bucato

$
0
0

inquinamento lavatrice fibre sintetiche

Non soltanto i detersivi industriali, ma anche i nostri abiti contribuiscono ad inquinare mari e oceani, se sono realizzati con fibre sintetiche ricavate dalla plastica. Le microfibre in plastica potrebbero rappresentare uno dei maggiori contributi all'aumento dell'inquinamento marino.

Ormai è tristemente nota la presenza di grandi isole di plastica negli oceani, ma forse non tutti sanno che l'inquinamento causato dalle materie plastiche può essere molto più subdolo, quasi invisibile. La fonte di alcuni di questi piccoli frammenti di plastica, chiamati anche microplastiche, è rappresentata dai microgranuli presenti nei prodotti per la cura della persona, come scrub e dentifrici.

Ve ne avevamo già parlato qualche tempo fa. I microgranuli, così come i frammenti delle fibre sintetiche, risultano troppo piccoli per essere filtrati e trattenuti in modo efficace dai depuratori. La nostra lavanderia di casa potrebbe essere una delle fonti principali di questo tipo di inquinamento, soprattutto se usiamo spesso abiti in fibre sintetiche ricavate dalla plastica.

L'ecologista Mark Browne ha studiato le microplastiche nelle coste di 18 siti internaizionali e ha rilevato che nell'85% dei materiali sintetici accumulati erano presenti delle microfibre. I nostri abiti e le nostre lavatrici sono tra i più grandi colpevoli dell'inquinamento marino?

Lo studio di Browne ha grandi implicazioni per la conservazione degli oceani e per l'industria dell'abbigliamento. Pare che un singolo capo d'abbigliamento sintetico possa liberare circa 1900 microfibre ogni volta che viene lavato. Se si moltiplica questa cifra per il numero di capi sintetici che vengono lavati ogni giorno nel mondo, si può capire la grande quantità di microfibre di plastica che raggiungono i corsi d'acqua ogni anno.

Secondo l'esperto, la prima soluzione al problema dovrebbe arrivare innanzitutto dalle aziende, che dovrebbero progettare tessuti sintetici che non liberino frammenti di fibre durante il lavaggio così facilmente. Browne ha cercato supporto da parte delle aziende, ma purtroppo non lo ha trovato. Le realtà interpellate si sono mostrate disinteressate e i suoi sforzi per una raccolta fondi hanno ricevuto ben poco sostegno.

La seconda parte della soluzione è rappresentata dalla realizzazione di migliori sistemi di filtraggio sia per le lavatrici domestiche che per i depuratori municipali. A suo parere, le particelle di fibre sintetiche possono contaminare non soltanto l'acqua, ma anche l'aria e il cibo. Browne sta approfondendo la questione e chiedendo un cambiamento alle aziende da anni, ma con scarsi risultati. Ora ha rilanciato il proprio appello su Twitter. Finalmente le aziende dell'abbigliamento lo ascolteranno?

Marta Albè

Leggi anche:

La salute in bocca: visite gratuite dal 13 al 15 novembre

$
0
0

salute-bocca

Tante persone per via della crisi si tengono alla larga dai dentisti, le cui cure sono in alcuni casi lunghe e costose anche se spesso essenziali. Per informare i cittadini sull’importanza della “salute in bocca” è nata l’omonima iniziativa che, tra gli altri appuntamenti, propone anche visite odonotiatriche gratuite.

La campagna è organizzata dal Collegio Italiano dei Primari di Odontoiatria e Chirurgia Maxillo-Facciale con il patrocinio del ministero della Salute e si svolgerà dal 13 al 15 novembre, giornate in cui nelle strutture aderenti all’iniziativa (ambulatori, reparti odontoiatrici degli ospedali, centri di cooperazione sanitaria e nosocomi militari) sarà appunto possibile sottoporsi ad una visita gratuita.

Scopo dell’iniziativa però è anche e soprattutto informare i cittadini sulle buone regole da adottare per la salute del cavo orale, non solo nel lavaggio dei denti ma anche a livello alimentare e dello stile di vita. Si parlerà poi di come prevenire i tumori della bocca ed eventuali pazienti visitati in cui si riscontrassero patologie importanti verranno inseriti in apposite liste d’attesa.

L’orario delle visite è dalle 8 alle 20, fate riferimento al sito www.lasaluteinbocca.it per trovare le strutture che aderiscono (purtroppo non molto capillari sul territorio, sono principalmente nei grandi centri). Le donne in gravidanza potranno usufruire del 'bollino rosa', ovvero di un percorso prioritario.

Le tre giornate serviranno anche ai medici per avere un quadro indicativo della situazione dei pazienti osservati, per ognuno di essi infatti verrà compilato un questionario che potrà aiutare il personale sanitario a capire meglio il rapporto tra cittadini e strutture odontoiatriche pubbliche, quanto frequentemente si effettuano controlli, i rischi più frequenti per la salute orale, ecc.

Francesca Biagioli

Leggi anche:

10 alimenti da scegliere per avere denti piu' sani

12 cibi che aiutano a sbiancare i denti

Viewing all 14412 articles
Browse latest View live


<script src="https://jsc.adskeeper.com/r/s/rssing.com.1596347.js" async> </script>